Il castello di Calanna
Il castello di
Calanna fu costruito quasi certamente dai Normanni, forse su un preesistente
nucleo bizantino, che domina dalla sommità della collina tutta la valle del
Gallico. A rafforzare i legami con Calanna e i Normanni, vi sono i capitelli
provenienti dal convento i S.Giovanni al Castagneto, che secondo la tradizione
sarebbe stato fondato da Ruggero II.
Il castello è una struttura militare, le sue mura possenti, il fossato
circolare e le tre cisterne interne garantivano sicurezza dagli attacchi nemici.
La storia di
Calanna e del suo castello diventa documentata e ricca di notizie, dal periodo
svevo in avanti.
Morendo
Federico II, nel 1250, affida il suo regno a Pietro Ruffo il Vecchio nominato
viceré di Sicilia e Calabria e, a Manfredi nell’attesa dell'erede Corrado IV.
Durante le lotte per l'insediamento di Corrado,
Calanna viene occupata dai Messinesi, quando Manfredi prende il potere costoro
sono costretti a ritirarsi; le vicende politiche vedono salire al potere gli
Angioini e, proprio dai loro registri si apprende che il Castrum Calanne è
custodito da un castellano, uno scudiero e dieci serventi; sempre in questi
registri si parla di urgenti riparazioni da fare al muro principale del
castello. Nel 1313 una nuova guerra vede scontrare Aragonesi e Angioini, il
primo attacco è contro Reggio, quindi è la volta delle altre fortificazioni e
Calanna è devastata e restituita a Roberto d’Angiò.Le lotte tra Aragonesi e
Angioini non sono sopite. Morta Giovanna II, Alfonso d’Aragona
muove guerra a Ranieri d’Angiò e si proclama re di Napoli e incarica,
di impadronirsi del distretto Reggino, due comandanti Alfonso Cardona per la
città, e Nicolò Melissari per il restante territorio. Il primo
s’impadronisce subito della città ed è eletto conte (1443). Il secondo,
nativo di Fiumara, assaltò Bagnara, Scilla, e Calanna che si oppose fieramente
agli Aragonesi e Melissari usò tutte le armi disponibili per abbattere questo
centro. Nel 1480 Calanna viene infeudata ai Carafa, nel 1544 subisce
un'incursione dei Turchi di Barbarossa, passò poi ai De Francesco e quindi ai
Ruffo di Scilla fino a quando le
leggi murattiane eliminarono i feudi.
Castelli della Provincia di Reggio Calabria
Castelli in Calabria
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