Il castello di Gerace

Domenico Oliva nella monografia "Mille anni e un giorno a Gerace "così
scriveva: Ed ecco il castello.Il bastione si presenta enorme ed imprendibile.
La costruzione vera e propria non è molto estesa ed è costituita da poche
mura, in parte incavate nella roccia e che in parte si elevano a picco sui
burroni sottostanti.Ciò che attira l'attenzione è una grande torre, accanto
alla quale è praticata la porta d'ingresso……"
La torre subì nel corso dei secoli abrasioni,
intemperie e, poi, il vandalismo del Genio militare, che in quest'ultima guerra
fece distruggere la parte superiore,fino a fare scomparire la finestrella
medievale, per piazzarvi un pezzo antiaereo.
Al castello si accedeva a mezzo
di un ponte levatoio, poiché lo spiazzo del Baglio e quello sovrastante del
forte sono divisi da un profondissimo burrone un po' naturale, un po' scavato
nella roccia a regola d'arte ed un gran pilone ricavato a metà distanza fra il
Baglio e la porta d'ingresso, permetteva l'appoggio del ponte.
Lo spiazzo del castello è tanto
esteso che vi si potevano rifugiare tutti i cittadini, il che pare sia avvenuto
più volte.
Non si sa quando sia sorta questa
fortezza, la tradizione ci tramanda l'esistenza del castello fin dai tempi dei
Bizantini, espugnata nel 952 dagli Arabi che pur sconfiggendo i Greci non
presero la città. Alcuni storici affermano che
la caduta di Gerace avvenne il I settembre 986,
ma, se gli Arabi occuparono Gerace non la devastarono. Questa città col
suo castello rimase a difesa di chi aveva la fortuna di averla, forte e ben
sviluppata nel X secolo, si potenziò talmente
ai tempi di Ruggero II che era divenuta il centro più importante di questa
costa. La fortificazione fu così restaurata dai Normanni.
Gerace riassume le diverse fasi della
sua storia nel castello dove
elementi romani, bizantini e angioini si leggono nelle mura e nel maschio
angolare.
In
questo castello ebbero stanza anche i soldati svevi , angioini, aragonesi,
francesi e spagnoli.
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