Il castello di Scilla


Il castello di Scilla sorge su un alto scoglio, estremità ultima di una delle dorsali aspromontane, nodo fisico e visivo, a livello territoriale, delle coste calabre di Bagnara - Palmi e Villa, e di quelle sicule messinesi e, a livello urbano, dei tre quartieri di Chianalea, Marina Grande e San Giorgio, che costituiscono l’abitato.

Esso ha una struttura compatta e chiusa verso l'esterno, a cui si accede da una rampa affiancata in parte alla Chiesa Madre ed in parte alla gigantesca scarpa sud -orientale. Nel punto di giunzione dei due tratti è presente la struttura muraria della porta esterna alla fortezza, posta all'estremità del preesistente ponte di legno.

 La fortezza ha spazio interno che si articola su due livelli: il cortile inferiore e quello superiore. Attraverso il portone d’ingresso o prima porta si accede al cortile inferiore lastricato in pietra basaltica , in cui vi è la cordonata, su volte a botte, che porta al livello superiore.

I gradoni della cordonata sono realizzati in ciottoli con cordoni iniziali a pietra squadrata. Nella parte nord - orientale vi è una piccola scala che conduce ad una sottostante sala voltata.

Al cortile superiore si accede attraverso un'altra porta inserita in una quinta muraria, parte superstite di antiche strutture. A sinistra della porta vi è l’area degli scavi archeologici, condotti dalla Soprintendenza nel 1981 e da cui sono emersi: due vani voltati, posti al di sotto dell'attuale piano di calpestio del cortile, delle cisterne e le fondamenta di una cappella. Nella parte meridionale del perimetro superiore della fortezza vi è la struttura originaria dell’ostello del XIX secolo: essa costituita da più vani voltati fra loro comunicanti, i cui elementi strutturali sono leggibili dall'esterno. Infine vi sono le moderne costruzioni in cemento armato e laterizio dei guardiani del faro della Marina Militare ivi esistente.

        Il castello non è una struttura omogenea eseguita in base ad un'idea, un progetto organico, ma la composizione di successive fortificazioni realizzate su elementi preesistenti: le fabbriche del Monastero di San Pancrazio. Il monastero fu fondato dai monaci basiliani, fuggiti dalla Sicilia occupata dai Saraceni, verso la fine del IX secolo.

        Ulteriori lavori di trasformazione dell'impianto monastico in impianto difensivo furono realizzati in seguito alla conquista normanna da parte di Roberto il Guiscardo. Scilla diviene così piazza d’armi.

        Nel 1255 lo scoglio è nuovamente fortificato da Pietro Ruffo. Durante la guerra del Vespro resisteva agli Aragonesi e i castelli di Scilla e Bagnara che erano stati rafforzati, l'anno successivo,nonostante ciò, furono occupati. Nel 1323 il castello di Scilla viene concesso da papa Giovanni XXII a Roberto d’Angiò.

        Lavori di ristrutturazione furono effettuati sotto il dominio aragonese; nel 1543 il castello veniva acquistato da Paolo Ruffo. All’inizio del XVIII secolo durante la guerra di successione in Spagna tra Francesi e Austriaci , questi lo occuparono e lo munirono; all’interno del castello vi furono le carceri. Oggi, il casello è aperto al pubblico e nei locali si effettuano mostre e altri eventi culturali.

 

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